Vinowave

Il vino che naviga in rete

Archivio della Categoria 'Le aziende vinicole 2.0'

30 Novembre 2007

Stormhoek: un’altra trovata all’insegna del vino 2.0!

La nota cantina sudafricana, caposcuola del vino 2.0, ha deciso di collaborare con una catena di supermercati sudafricana Checkers al fine di aiutare Facebook ad incrementare la sua penetrazione nel territorio sudafricano. Prima della recente introduzione della nuova piattaforma, Facebook era un social network caratterizzato da un pubblico composto principalmente da adolescenti e studenti di college. Ora invece le nuove registrazioni stanno aumentando e il pubblico è molto più variegato perché è avvenuta l’apertura delle API (interfaccia di programmazione di un’applicazione) del servizio che ha permesso agli sviluppatori di tutto il mondo di creare applicazioni Facebook personalizzate capaci di integrare diverse funzionalità di social networking.

Tornando all’iniziativa, Chechers con la collaborazione di Stormhoek danno l’opportunità, ai soli iscritti di Facebook, di avere vino per un anno a patto che trovino il cuore di Stormhoek. Un’altra trovata all’insegna del vino 2.0!

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8 Novembre 2007

Un’azienda francese 2.0 D.O.C!

Ho trovato un interessante caso di un’azienda francese, Domaine des Crès Ricards, situata nella zona delle colline del Languedoc, i cui proprietari hanno scelto di utilizzare a proprio vantaggio gran parte degli strumenti resi disponibili dalla rete per farsi conoscere dal pubblico e per cercare un’interazione più diretta con i propri clienti. L’azienda infatti ha un sito aziendale in cui si possono avere informazioni dettagliate sul podere, i vini prodotti, le degustazioni…un blog, uno spazio su Twitter…Insomma un’azienda che sembra davvero al passo con i tempi in un paese, molto simile all’Italia da questo punto di vista, in cui il fenomeno del vino 2.0 viene ignorato da molte persone e viene visto ancora con sospetto.

Qui troverete la presentazione in cui viene illustrata la strategia dell’azienda e i risultati ottenuti.

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18 Settembre 2007

Crushpad e il vino su misura

Crushpad è un’azienda con sede nel cuore di San Francisco specializzata nel social wine production e che offre a tutti i suoi clienti la possibilità di realizzare, grazie all’intermesiazione del web, il sogno di produrre il proprio vino su misura. L’azienda è stata fondata nel 2004 da esperti del settore che volevano liberare il vino da tutti gli stereotipi tradizionali e rendere la vinificazione accessibile anche ai semplici appassionati. Le persone interessate a questo tipo di servizio non devono fare altro che iscriversi al sito di Crushpad e rispondere a 30 domande corrispondenti alle scelte legate alla tipo di uvaggio, al periodo della vendemmia, alla pressatura, alla fermentazione…I clienti possono comunque stabilire fin dall’inizio il proprio grado di partecipazione a seconda della disponibilità di tempo quindi, ad esempio, stabilire solo la tipologia di vino desiderata e lasciare ai professionisti di Crushpad l’onere di decidere come raggiungere tale obiettivo, avendo però dei costi aggiuntivi.

Il lotto minimo producibile è di 300 bottiglie e i costi possono variare, a seconda del tipo di vino, dai $4500 ai $9900 al barile, perciò in termini di costo a bottiglia si va dai $15 a $33. Ogni anno l’azienda mette a disposizione un certo numero di botti eccedenti appositamente per essere adottate, offrendo l’opportunità di saltare la fase più impegnativa legata alle 30 decisioni ma lasciando ancora libere le scelte legate all’affinamento, al design delle etichette e delle bottiglie. L’iniziativa prende il nome di adopt a barrel e il prezzo per ogni botte oscilla fra i $5000 e i $9600. Crushpad pone al centro della sua attività il consumatore che diventa fautore di ciò che consuma rendendo così davvero obsoleta la classica gerarchia produttore-rivenditore-consumatore.

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15 Settembre 2007

Capozzi Winery e il simulatore della vinificazione

Come già accennato in un post precedente l’azienda californiana Capozzi Winery ha aperto nel 2006 il suo spazio in Second Life, costituito da un versione virtuale della propria azienda. Gli avatar che visitano Capozzi Island hanno l’opportunità di cimentarsi nel processo che porta alla produzione del vino grazie ad una sorta di simulatore. Le fasi della vinificazione sono ridotte alle 4 principali: vendemmia, fermentazione, pressatura e affinamento. Arricchisco la parte descrittiva con delle immagini perché ai fini della comprensione sono essenziali.

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13 Settembre 2007

Vignaioli 2.0: il blog di Poggio Argentiera

Mi scuso innanzitutto per l’assenza prolungata ma sono nelle ultime fasi di lavorazione della tesi e non manca poi molto al fatidico giorno della discussione….più o meno una ventina di giorni…AIUTO! Spero solo che arrivi presto per togliermi questo pensiero!!

Tornando all’oggetto del blog, vorrei introdurre oggi il caso di Poggio Argentiera, che rappresenta uno dei punti centrali della mia tesi e di cui anche il mio relatore sembra essersi appassionato. Nell’aprile 2006 Gianpaolo Paglia, proprietario dell’azienda, ha deciso di aprire un blog ed è rimasto, come afferma lui stesso in un post, piuttosto sorpreso dei risultati raggiunti: nei primi 4 mesi di attività ha registrato 10.173 visite contro le 13.463 del sito aziendale…aperto però da 2 anni.

E ora è arrivato ad una cifra davvero invidiabile: 105695 visite! Nel suo blog Vignaioli 2.0 non trovano spazio solo post dedicati al vino ma anche altri in cui il Paglia parla della sua vita privata e dei suoi viaggi perché, come ha affermato lui stesso rispondendo ad alcune mie domande, il suo blog è un diario, uno spazio pubblico per parlare, soddisfare il proprio bisogno di comunicare con gli altri e grazie al quale l’azienda può trarre benefici e smettere di essere un’entità distante dal consumatore. Quindi la scelta di aprire un blog in questo caso è stata dettata i primo luogo dall’esigenza di comunicare e condividere con altri la passione per il vino e per il proprio mestiere e in seguito anche dalle possibilità legate all’incremento della notorietà della propria azienda.

Poggio Argentiera rappresenta davvero un caso interessante a livello nazionale perché è una delle poche aziende che ha deciso di approcciare un nuovo tipo di comunicazione che, soprattutto per i piccoli produttori, potrebbe rappresentare l’arma vincente per farsi largo tra le grandi aziende e farsi conoscere senza bisogno di ricorrere, ai non troppo economici, mezzi di comunicazione tradizionali.

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27 Agosto 2007

Capozzi Winery e Second Life

La californiana Capozzi Winery ha realizzato in Second Life l’equivalente virtuale della propria azienda e qui dà a tutti gli avatar la possibilità di conoscere e sperimentare le principali fasi che, nella realtà, portano alla produzione del vino. Ai vini prodotti viene assegnato un punteggio, Farker Score, che varia a seconda delle decisioni prese dai residenti di Second Life durante il processo di vinificazione.

Josh Hermsmeyer, presidente e co-proprietario della nascente Capozzi Winery (che per adesso non ha prodotto alcuna bottiglia di vino), ha deciso di utilizzare SL per ampliare la brand awareness della sua azienda offrendo al proprio target di consumatori un’esperienza unica (in realtà anche in Italia la Arnaldo Caprai ha realizzato lo stesso progetto partendo però da premesse diverse…tratterò in modo approfondito quasto caso in un successivo post).

Il web 2.0 per Hermsmeyer è un importante mezzo per creare relazioni e rendere le relazioni virtuali “più concrete”.

 

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23 Agosto 2007

Write this %@#$!

La Twisted Oak Winery è un’azienda vinicola che si trova nella Calaveras County californiana e negli ultimi anni ha stampato sulle proprie etichette la sigla impronunciabile e molto originale %@#$! In un post nel proprio blog “El bloggo torcido” del 27 febbraio l’azienda ha chiesto ai propri clienti di pensare ed inviare via posta elettronica una frase da stampare nel retro delle etichette del nuovo Twisted Oak 2006 Sierra Foothills %@#$! Riporto qui di seguito le indicazioni date da Jeff Stai (El Jefe) cioè il proprietario di Twisted Oak:

  1. Write up to about 100 words for the back label of the Twisted Oak 2006 Foothills %@#$!
  2. You can write about anything, but it should at least have something vaguely to do withTwisted Oak anche the %@#$!
  3. Submit your words by email to tastingroom@twistedoak.com by March 16, 2007(…)

I lettori e clienti hanno avuto a disposizione diverse etichette della cantina come esempio e ad ogni partecipante è stato inviato un coupon con il 20% di sconto sull’acquisto del vino mentre al vincitore è stata regalata una cassa del nuovo vino con il proprio retro etichetta personalizzato. Quindi quello di Twisted Oak è un altro esempio di come coinvolgere il consumatore nella realizzazione del prodotto, in questo caso di una piccola parte di questo, facendolo in questo modo sentire davvero parte dell’azienda e non solo l’obiettivo delle vendite.

 

 

 

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21 Agosto 2007

Tappi da collezione!

Ecco il primo post vero e proprio dedicato al vino 2.0! Oggi voglio affrontare il caso di Fantesca Estate Winery , un’azienda vinicola situata nella Napa Valley californiana che si è fatta conoscere nel web grazie all’iniziativa Fortune Corkies“. Da tre anni a questa parte la Fantesca stampa sui tappi di sughero delle proprie bottiglie delle frasi-citazione e ogni anno sceglie 9 citazioni famose e 1 citazione tra le tante che gli stessi clienti e visitatori del sito possono inviare via e-mail. All’autore della frase prescelta viene regalata una bottiglia magnum di vino Fantesca, ovviamente con il proprio tappo personalizzato. Questa iniziativa ha avuto un discreto successo e si è trasformata in una sorta di caccia al tesoro per i clienti che hanno anche la possibilità di completare la propria collezione di tappi richiedendo quelli mancanti via mail alla stessa azienda che si impegna ad inviarli tramite posta tradizionale. Anche in Italia è partita un’iniziativa simile che però non ha visto la partecipazione dei consumatori. Infatti nel 2004 l’azienda Arnaldo Caprai ha dato vita al progetto “Bottled poetry” che consisteva nella personalizzazione dei tappi di sughero del Sagrantino del 2001 con più di 40 citazioni famose legate al mondo del vino. L’azienda si è rivolta ad alcuni scrittori e ricercatori per curare nei dettagli il progetto. Anche in questo caso è scattata la caccia ai tappi e l’azienda ha messo in palio per coloro che sono riusciti a completare l’intera collezione una bottiglia di Sagrantino di Montefalco 25 anni 2001 da 5 litri. Sicuramente la Arnaldo Caprai, non solo per questa ma anche per altre iniziative di cui parlerò, è riescita ad emergere e a differenziarsi rispetto alle altre aziende italiane ma non si può nel caso specifico parlare di vino 2.0 perchè gli utenti non sono chiamati a partecipare in prima persona al progetto come accade invece per Fantesca.

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